25
09
2017
La ex fabbrica di pipe Fratelli Rossi apre le porte al pubblico per un'interessante rassegna di arte e artigianato

CULTURA – Una ex fabbrica come bene comune? A Barasso si può

Comune “è il mondo stesso in quanto è comune a tutti e distinto dallo spazio che ognuno di noi occupa privatamente”, come scrisse la filosofa Hannah Arendt

La ex F.lli Rossi di Barasso è stata una delle più grandi e organizzate fabbriche in Europa.  Nel 1927 la stampa italiana la definiva “il più organizzato, il più attrezzato, il più grande stabilimento del mondo”, mentre nel periodo tra le due guerre mondiali contava 800 dipendenti e 50.000 pezzi prodotti ogni giorno. Oggi, cessata la produzione e passata di mano la proprietà, questo grande fabbricato ospita aziende, laboratori, magazzini, studi d’artista e associazioni culturali. Lo spazio è stato ribattezzato, ormai da qualche anno, Officine Creative. Un nome evocativo e bellissimo che potrebbe però, in futuro, perdere di senso: il titolare dell’immobiliare proprietaria del vecchio corpo di fabbrica racconta, con tono rammaricato, che “sono sempre più le richieste di spazi da adibire a deposito, anziché alla produzione”.

Un declino segnato? Forse no

Il 30 settembre e il 1 ottobre alle Officine Creative si svolgerà un happening, quasi una festa, promossa da Comune di Barasso e Pro Loco e organizzata in collaborazione con i proprietari degli immobili e gli affittuari degli spazi, con il coinvolgimento di molte altre realtà del territorio. B-Art Barasso si presenta come un evento dedicato allarte e allartigianato artistico, alla convivialità, nonché occasione di scoperta della bellezza e della storia di questo luogo. Non è la prima volta che alle Officine Creative si svolgono mostre, concerti o più in generale eventi: tuttavia è la prima volta che questo avviene con una tale ampia sinergia, con la collaborazione di enti pubblici (nello specifico Comune di Barasso, Comune di Luvinate, Parco Campo dei Fiori e Camera di Commercio di Varese), di nove aziende locali ancora attive nella lavorazione delle pipe (in omaggio alla storia del luogo), di una dozzina di artisti e artigiani che lavorano ogni giorno proprio presso le Officine, oltre a decine di artigiani del territorio, associazioni culturali, ecc.

Aggregazione per guardare al futuro

A partire da questa piccola ma significativa esperienza, le Officine Creative potrebbero consolidare il proprio ruolo di fattore aggregante, spazio disponibile, hot spotattorno a cui fare convergere idee e risorse.

Per non scivolare nella retorica dell’interesse generale, della solidarietà, della coesione, parliamo subito di come fare delle Officine Creative un bene comune. Si potrebbe allestire una parte dei capannoni oggi improduttivi a coworking lab ovvero laboratorio condiviso, riutilizzando parte dei macchinari già presenti e non utilizzati, ospitando start-up artigiane e coinvolgendo artigiani e artisti che già lavorano alle Officine come tutor. Oppure si potrebbero mettere in calendario una serie di appuntamenti cadenzati, sul modello di B-Art, volti a promuovere la piccola produzione. Oppure ancora aprire gli spazi comuni affinché diventino luogo privilegiato per ogni iniziativa legata alla creatività e lo scambio di capacità. Azioni concrete che potrebbero attivare un processo sostenibile nel segno dello sviluppo locale, della coesione sociale, dell’attivazione di processi di capacitazione individuale e collettiva.

Tutto troppo facile? Forse facile lo è davvero: come ha ben sistematizzato Giovanni Campagnoli nel volume “Riusiamo l’Italia” «la via del riuso anche temporaneo del patrimonio poco o sottoutilizzato può più facilmente – e deve – iniziare da spazi che siano pronti all’uso, o quasi; necessitino di interventi più di restyling che strutturali; consentano tempi brevi di avvio (6-10 mesi)». E le Officine Creative soddisfano bene tutte queste condizioni.

 

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Autore: JESSICA F. SILVANI

Mi occupo di politiche e progetti culturali per istituzioni pubbliche e private no profit, e della messa in rete di soggetti: cooperare è la via! Per me cultura è... qualità della vita e crescita sostenibile.