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01
2017

TRA FAMIGLIA E SMARTWORKING: COSA CERCANO LE DONNE A VITAMINA C

Lo smartworking è donna? Non ci sbilanciamo in giudizi affrettati, ma i dati parlano chiaro: ad oggi, l’80% degli hubber di VitaminaC sono donne: per la maggior parte freelance (o in procinto di diventarlo) e per quasi la metà mamme.
La motivazione, in realtà, non è difficile da immaginare: maggiore flessibilità, specialmente in termini di spazi e di orari. Una soluzione funzionale per chi desidera coniugare la carriera con la cura dei figli e della famiglia.

Ma allora perché scegliere di lavorare in un coworking? Perché decidere di lasciare gli agi di casa e spostarsi, magari anche di diversi chilometri, per venire a VitaminaC? Anche in questo caso, non possiamo formulare delle vere e proprie teorie, ma le chiacchierate con le nostre hubber suggeriscono almeno delle ipotesi. Perché, se i bisogni elencati sono tanti, ce ne sono alcuni ricorrenti che vale la pena raccontare.

Multitasking? Sì, ma con criterio. Spesso a VitaminaC le nostre hubber arrivano con la necessità di darsi una struttura lavorativa più efficiente e di ritagliarsi uno spazio quieto lontano dalle faccende di casa, al riparo dal chiasso gioioso dei bambini. Il mantra è sempre lo stesso: meglio lavorare due ore in meno, ma essere concentrata al 100%, piuttosto che “lavorare” una giornata intera e intanto dare retta ai bambini, spolverare le mensole e cambiare le lenzuola.

Non si può sempre lavorare. Spesso, se puoi lavorare quando vuoi, finisci per lavorare sempre. E questa è un’altra delle cose che le nostre hubber non sono più disposte ad accettare. Venire a VitaminaC, quindi, significa anche tracciare un confine netto tra il lavoro e tutto il resto.

C come Community. Aristotele lo diceva già in tempi non sospetti: l’uomo è un animale sociale e – aggiungiamo noi- soffre a stare chiuso in casa tutto il giorno. L’opinione dei nostri hubber (e parliamo anche degli uomini, questa volta) è che la solitudine influisca negativamente anche sulla propria resa professionale. Perché impedisce il confronto che, si sa, accende nuove idee e porta nuove conoscenze. E non importa se l’interlocutore faccia il tuo stesso lavoro o uno diametralmente opposto; una chiacchierata e un caffè possono migliorare la giornata, sia sul piano lavorativo che su quello professionale.

E gli uomini? Le istanze che presentano -soprattutto quella della riorganizzazione lavorativa e della community- sono affini. Anche loro, insomma, sono in cerca di un luogo dove riequilibrare vita e lavoro.

La considerazione finale quindi, permettetecelo, è qualcosa ci inorgoglisce un po’:

ciò che porta le persone fino a VitaminaC non è solo il lavoro o una migliore prospettiva di business, ma soprattutto la ricerca di benessere. La possibilità di vivere più serenamente sia la propria condizione di lavoratore che quella di essere umano.

Autore: Elisa Begni

Ho una laurea in filosofia e un'inesauribile curiosità. Mi affascina il mondo della comunicazione -da quella digitale a quella interpersonale- e mi piace ascoltare le storie che le persone hanno da raccontare. Mi occupo della gestione dell'hub, della creazione della community che gli gravita attorno e dell'organizzazione degli eventi.