05
02
2020

Storie di hubber – Marco racconta il work life balance

Marco Di Francesco è a VitaminaC da Ottobre 2019 e in fatto di work life balance la sua storia ha da insegnare qualcosa.

Dopo 20 anni passati a lavorare da dipendente come analista programmatore, l’occasione di riprendere in mano la sua vita è arrivata con la chiusura dell’azienda dove era cresciuto professionalmente. La perdita del lavoro è stata l’occasione per un cambio di passo e per rimettere in fila le priorità. «Ero entrato in azienda giovanissimo – racconta Marco-  con mansioni che riguardavano più che altro l’assistenza informatica, ma con il tempo sono arrivato a lavorare su grossi progetti informatici con realtà di rilievo, come Intesa Sanpaolo, Missoni e Feltrinelli». Il suo percorso di crescita professionale si è realizzato nei due decenni, tra il 1999 e il 2019, che hanno visto l’informatica cambiare totalmente faccia. Nel frattempo Marco non ha trascurato la musica, una passione che aveva dentro fin da piccolo, quando aveva studiato pianoforte e chitarra. «Dopo dieci anni circa di lavoro – racconta – sono entrato al Conservatorio di Como dove, in sei anni, mi sono diplomato in contrabbasso classico per poi continuare a studiare a Milano con il primo contrabbasso del Teatro alla Scala».

Oggi Marco si divide fra la consulenza informatica da remoto a VitaminaC per i suoi clienti e il tempo dedicato alla musica, lo studio, le prove per i concerti che lo vedono impegnato principalmente come prima parte nellOrchestra Canova, ma anche con altre realtà musicali del territorio.

Dalla scorsa estate ha aderito alla proposta di una amica per far nascere, insieme ad altri attivisti, il gruppo territoriale di Varese di Refugees Welcomerete che promuove l’accoglienza in famiglia di rifugiati e titolari di altra forma di protezione, una realtà presente non solo in Italia. «Non mi ero mai impegnato in volontariato e progetti di questo tipo prima – spiega Marco -, ma quando ho avuto questa occasione non mi sono tirato indietro». Marco in questo caso sta mettendo a disposizione dell’associazione anche le sue competenze tecniche come informatico per favorire l’incrocio dei dati tra chi è disponibile ad accogliere e chi necessita di essere accolto.

A VitaminaC è arrivato con il passaparola; la sua reciprocità? Per ora ha trovato e implementato uno strumento informatico per la registrazione delle presenze degli altri hubber. Si tratta di una piattaforma ERP open source (quindi senza costi di licenza) che può essere utile e interessante anche come strumento per la gestione di progetti complessi e che porta dunque a non escludere ulteriori sviluppi in fatto di reciprocità e innovazione per il terzo settore.

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Autore: Paola Provenzano

Mi occupo di comunicazione e dello storytellling di ciò che accade dentro e attorno all’Hub. Sono giornalista professionista: per lavoro e per mia natura sono uno spirito critico e non ho mai smesso di studiare. Mi piace raccontare storie.