16
01
2019
Startup Europe Report 2018

Startup europee: come sono e come lavorano? Ecco il report 2018

Come sono le startup in Europa? Da chi sono state fondate? Come lavorano? L’EU startup monitor è lo studio della Commissione Europea che fotografa il fenomeno, partendo dai dati raccolti nel 2018.

COSA SONO LE STARTUP?

Prima di tutto è bene dire che non esiste una vera e propria definizione di Startup. Quello che sappiamo per certo è che tutte le startup sono piccole o medie imprese, ma che non tutte le PMI sono anche Startup. Le discriminanti sono principalmente tre:
– l’età (le startup sono imprese più giovani di 10 o 5 anni, a seconda del settore in cui lavorano)
– l‘innovazione (che le startup apportano ai prodotti, ai servizi o al business model)
– la scalabilità (le startup hanno l’obiettivo di accrescere sia il numero di dipendenti, sia quello dei paesi in cui operano).

Parlando di fondi, invece, le PMI attingono solitamente da prestiti bancari o dai risparmi dei fondatori. Le startup invece si servono per lo più di investimenti da parte di Business Angels (29.0%), Venture Capital (26.3%) e Crowdfunding (18.1%).

CHI SONO GLI STARTUPPER?

Ma chi sono gli startupper? L’82% sono uomini, principalmente laureati (84.4%), che hanno fondato la loro impresa intorno ai 35 anni. Di solito lavorano in team (la media di fondatori per startup e di 2.7 persone) e alla domanda “qual è la motivazione che ti ha spinto ad avviare la tua attività“, il 79,1% risponde per desiderio di autorealizzazione, il 62.8% per soddisfare il proprio desiderio di indipendenza e solo il 7.6% perché ha individuato un segmento di mercato scoperto.

CHE CARATTERISTICHE HANNO LE STARTUP?

Seppure attive in ambiti diversi, la stragrande maggioranza delle startup lavora online (solo lo 0,7% offre i suoi servizi offline). Se i settori meglio rappresentati sono ancora l’IT/Software Development (19.1%) e il Software as a service, sono però in crescita anche le Green Technologies (4.0%) e il Fin-Tech (51%). Inoltre, ben l’82.1% delle startup europee lavora secondo il modello Business-To-Business e si concentra principalmente a Londra, Berlino, Parigi, Copenhagen e Lisbona.

POSTI E MODALITA’ DI LAVORO

Le startup creano un alto numero di posti di lavoro, hanno di media 12.8 dipendenti e programmano di assumerne altri 7.5 nell’arco dei prossimi 12 mesi. Per quanto riguarda lo stile di leadership e la cultura aziendale, poi, i dati raccontano di imprese (il 69,1%) che praticano un approccio di leadership aperta, svincolato dalla rigidità dei ruoli gerarchici e che assegna mansioni e consegne a chiunque dimostri di avere “l’esperienza maggiore o l’idea migliore“.

QUALI SONO LE SFIDE CHE DEVONO AFFRONTARE LE STARTUP?

Gli startupper intervistati segnalano due sfide principali da affrontare: il profitto (86.3%) e il flusso di cassa (72,3%). L’espansione su nuovi mercati o su mercati più ampi è sicuramente una buona risposta per entrambe le criticità, dal momento che non rappresenta “solo” apertura a un nuovo e più esteso bacino di potenziali clienti, ma anche di potenziali lavoratori qualificati da assumere o di investitori da interpellare. Espandere il mercato può essere fatto attraverso l’internazionalizzazione e la cooperazione.

INTERNAZIONALIZZAZIONE

La maggior parte delle startup viene definita “Born globals“, ovvero orientata fin da subito ad operare su diversi paesi. Stando ai dati, infatti, l’88% delle startup europee ha in programma un’espansione in altri paesi entro 12 mesi. Di queste, l’85% punta all’Eurozona e il 40% mira anche ad altri continenti, dove gli Stati Uniti rappresentano il mercato più gettonato (il 43% individua la Silicon Valley come obiettivo principale). Sono invece intorno al 25% (in crescita rispetto al passato), le startup che hanno mire espansionistiche verso l’Asia. Le maggiori difficoltà incontrate dalle startup durante il processo di internazionalizzazione sono quella di rapportarsi con leggi e regolamentazioni diversi (59,1%) e con altre tassazioni (26,8%). Seguono le differenze culturali (38,2%) e le barriere linguistiche (25,7%).

COOPERAZIONE

Sono circa il 71,1% le startup che cooperano con le large corporations per creare più valore e ad essere più competitive sul mercato. Si tratta a tutti gli effetti di “Open Innovation“, ovvero di quell’approccio che porta le aziende a non ricorrere solo a idee e risorse interne, ma anche a soluzioni, competenze e tecnologie provenienti da realtà esterne come startup, università, istituti di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e consulenti. Per le Startup, il valore aggiunto di questo modello è rappresentato dall’accesso a nuovi mercati e dalla possibilità di accrescere la propria reputazione agli occhi degli altri attori economici.

Leggi il report completo qui.

Autore: Elisa Begni

Ho una laurea in filosofia e un'inesauribile curiosità. Mi affascina il mondo della comunicazione -da quella digitale a quella interpersonale- e mi piace ascoltare le storie che le persone hanno da raccontare. Mi occupo della gestione dell'hub, della creazione della community che gli gravita attorno e dell'organizzazione degli eventi.