14
07
2017
Una tata tuttofare, specializzata in pedagogia steineriana, che aiuta i genitori lavoratori nell'educazione dei bambini

SECONDO WELFARE – Il progetto MammaFaTata e la Conciliazione Vita Lavoro

Oggi vi parlo di MammaFaTata, una associazione culturale varesina che organizza eventi creativi familiari itineranti e va a soddisfare la domanda di pacchetti family friendly dei soggetti non inclusi nelle pratiche worklife balance aziendali. Ne ho scoperto le molte interessanti caratteristiche, chiacchierando con Sarah Catalano, una delle ispirate protagoniste del progetto.

Sarah, come mamma di Alice e professionista esperta nei servizi di cura, si è resa personalmente conto dell’importanza di esplicare il proprio valore aggiunto dal punto di vista lavorativo e di essere presente nella crescita dei propri figli e, per conciliare il proprio e l’altrui bisogno di attività e maternità, ha ideato MammaFaTata. A fondamento teorico del progetto vi sono i principi del metodo Steiner Waldorf, che tende ad educare in modo armonico le facoltà cognitivo-intellettuali, creativo-artistiche e pratico-artigianali, promuovendo nell’individuo una crescita, a fasi, verso la consapevolezza e l’equilibrio. Si tratta dunque di un approccio volto al bilanciamento -appunto lo scopo del Worklife balance- che ben si inserisce nelle pratiche di conciliazione vita lavoro. Operativamente, viene proposta una gestione collettiva dell’impegno nella cura, con condivisione dei costi e valorizzazione del rispetto per l’ambiente e dell’attenzione al ritmo della stagioni.

Ecco una panoramica delle belle iniziative.

Con il progetto Tata condivisa, un’unica baby sitter diventa il riferimento di più famiglie e svolge attraverso una rotazione l’attività di cura nelle diverse case, assolvendo così anche al servizio di pulizia. Questo è un virtuoso tentativo di innovazione, che tenta di importare in una collettività relativamente piccola -quale quella della provincia di Varese- un servizio proprio delle metropoli; è la declinazione di un servizio nei modi e nei tempi svariati richiesti dalle attuali modalità atipiche dell’odierno mondo del lavoro; sostiene un impulso ad una prima socialità per i più piccoli basata sulla familiarità e senza divisioni in base all’età, per consentire così di recuperare un tessuto sociale variegato che andrebbe altrimenti a perdersi nella nuova struttura sociale e familiare monodimensionale.

I laboratori familiari sono, invece, eventi itineranti dislocati in diversi punti del territorio, realizzati anche con le Proloco, per inserire i più piccoli in un modalità di crescita ritmica e quindi rassicurante e alimentare una certa apertura della visione della vita con sperimentazione dei concetti di rispetto della natura e della vita. Vengono svolti anche nei weekend, per includere i genitori e rinforzarne così il legame con i propri figli.

Molto originale per le feste di compleanno è, poi, il regalo artigianale collettivo, un esperimento salva portafoglio che presenta un seme educativo apprezzato dalle mamme e dai papà più attenti. Viene preparato per suscitare nei bimbi sentimenti di meraviglia -accostando gli elementi del buio, della luce di lanternine autoprodotte e di veli in luogo della carta regalo- come motore della curiosità e dello sviluppo di nuove conoscenze.

Dal punto di vista analitico, MammaFaTata, mi sembra in linea con la situazione sociale attuale: presenta degli aspetti utili di contenimento dei costi e di attenzione all’ambiente e va a colmare la quota di mercato (della forza lavoro atipica o non occupata) lasciata scoperta dai molti casi di piani di conciliazione vita lavoro pensati dalle imprese piccole e grandi per agevolare i propri dipendenti-genitori. Questo caso attesta le caratteristiche positive di interventi di conciliazione vita lavoro alternativi e collaborativi che possono stimolare la riflessione sul tema e contribuire ad un’evoluzione del sistema di welfare in ottica condivisa e di rete.

 

Autore: ELEONORA MAGLIA

PhD di Economics, attualmente svolge attività di ricerca per il Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi di Torino e collabora all’Osservatorio Nazionale sulle Politiche Sociali dell’Istituto di Ricerca Sociale di Milano. I risultati delle sue ricerche sono stati presentati in occasione di convegni accademici nazionali e pubblicati in riviste scientifiche e in volumi di ricerca collettanei.