17
10
2019

Quando l’economia è donna…e da Nobel

Ester Duflo è Nobel per l’Economia 2019. Quante altre donne hanno vinto questo importante riconoscimento? Una, Elinor Ostrom nel 2009. Quanti Premi Nobel sono stati assegnati complessivamente? Oltre 50, dal 1969. Sono numeri che potrebbero non stupire molto se si pensa a quanto ampiamente è diffuso e documentato il fenomeno del glass ceiling, ma sono numeri che stupiscono eccome se si pensa ad esempio che durante la formazione i risultati scolastici femminili sono migliori (il 26,4% delle lavoratrici possiede una laurea, contro rispettivamente il 16,9%% dell’equivalente maschile secondo i dati Istat, 2018) e che -su livelli statisticamente elevati- è stato rilevato in letteratura scientifica (Migheli, 2010 per tutti) come nel corso della vita lavorativa sono le donne a profondere una costanza maggiore nello svolgimento del proprio incarico ed a mantiene uguali livelli di produttività sia in assenza che in presenza di prospettate maggiorazioni economiche.

Anche nello sport (un ambito che culturalmente è associato al genere maschile) le donne eccellono. La sportivizzazione femminile è infatti un fenomeno in crescita costante (+4,1% contro un aumento del 2,8% tra gli uomini secondo i dati Istat, 2015) e sono le donne a comprendere meglio il legame tra l’attività sportiva e la salute e a svolgere intenzionalmente le sedute di allenamenti. Le serie di vittorie olimpiche risultanti dall’analisi dei medaglieri poi presentano curve crescenti in modo costante per le atlete e, invece, andamenti irregolari per gli atleti.

IL CONTRIBUTO DELLE DONNE NOBEL PER L’ECONOMIA

Tornando al riconoscimento della Banca di Svezia citato nell’incipit, Esther Duflo è stata premiata per aver introdotto un approccio sperimentale nella lotta alla povertà “rivoluzionando gli studi sullo sviluppo e impegnandosi ad ottenere risposte affidabili sui modi migliori per combattere un fenomeno globale” (The Royal Swedish Academy of Sciences, 14 October 2019).

Elinor Ostrom invece ha ottenuto il Nobel 2009 per i suoi studi sui beni comuni. Oggi le tanto diffuse comunità open source e le piattaforme che utilizzano forme di accesso distribuito a beni e servizi (peer to peer) e che realizzano un modello ibrido di mercato collocabile tra proprietà e dono (noto come economia collaborativa o sharing economy) poggiano appunto sui modelli di collaborative consumption che la studiosa citata ha tanto contribuito ad analizzare e diffondere.

Complessivamente l’Economia è una branca di studi che analizza come produrre, distribuire e gestire beni e servizi. Citando Churchill, si tratta di un robusto cavallo che traina un carro molto pesante: in una situazione globale di risorse scarse, infatti, con i modelli economici (i migliori possibili allo stato delle conoscenze attuali) si cerca continuamente di assicurare una fruizione democratica ed equa a tutti, secondo necessità.

All’interno del contesto descritto, in generale, anche nella ricerca, sottovalutare il genere può comportare rischi e mancate opportunità e secondo Schielinger sono davvero necessari degli aggiustamenti strategici ad hoc (Fixing the number of women; Fixing the institutions; Fixing the knowledge).

L’auspicio è che anche così in futuro il contributo positivo che le studiose possono apportare in ambito economico venga riconosciuto e che le Nobel per l’Economia siano tante quanti gli uomini.

Autore: ELEONORA MAGLIA

PhD di Economics, attualmente svolge attività di ricerca per il Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi di Torino e collabora all’Osservatorio Nazionale sulle Politiche Sociali dell’Istituto di Ricerca Sociale di Milano. I risultati delle sue ricerche sono stati presentati in occasione di convegni accademici nazionali e pubblicati in riviste scientifiche e in volumi di ricerca collettanei.