17
02
2020

Quando la fotografia incontra la street art: una mostra a Varese

STREET ART Segno dei tempi è la mostra curata da me e Luca Traini e che riguarda un fotografo, Antonio Cereda, che ha girato il mondo e continua a ritrovarne tracce nella sua Milano, ritraendo le immagini più affascinanti di un’arte che della contaminazione e della multiculturalità ha fatto la sua cifra. La mostra è realizzata in collaborazione e col Patrocinio del Comune di Varese che la ospita nella Sala Nicolini di Biumo, rivitalizzata da Musea che terrà altre tre mostre nel 2020 ed è visitabile dal giovedì al sabato ore 14.30-18.30 fino al 28.febbraio prossimo (ingresso libero).

 Antonio Cereda ha seguito fin dalla metà degli anni ’80 storia ed evoluzioni delle opere di quelli che inizialmente venivano chiamati graffitari, quindi writers, street artist e oggi urban artist (è il caso del progetto Energy Box di Milano e delle varie attività qui a Varese e in provincia).

Con la sensibilità e la maestria che contraddistingue tutta la sua opera fotografica, Antonio Cereda, partendo dal suo quartiere, l’Ortica (oggi vero e proprio museo a cielo aperto), continua a illustrare queste ininterrotte metamorfosi, che come tavolozza hanno un set di bombolette spray, da Niguarda alla Bicocca, da massicciate e smistamenti delle FFSS al Naviglio Grande, dal muro di cinta dell’Ippodromo di San Siro all’altro museo a cielo aperto di quest’arte che è il centro sociale Leoncavallo (solo per fare qualche esempio).

 

Dalle opere di straordinaria efficacia, spesso purtroppo effimere (ecco perché la fotografia), di autori riconosciuti come Blu, Pao, Kilo e Zed, Krio, Nais o Iena Cruz ad altri murali di artisti meno noti ma sempre caratterizzati dalla stessa vitalità prorompente e irrefrenabile del colore. Fino all’approdo e alla rappresentazione di altri splendidi esempi in Madagascar, a New York e a Lisbona. Testimonianza di un grande viaggiatore che sa sempre rinnovare la sua poetica e può vantare più di trent’anni di esperienza e diverse pubblicazioni: SFULINGO L’India dei colori (1988), Polepole dell’Africa adagio, adagio (2003), Papua Nuova Guinea: le maschere danzanti (2007), Gujarat, Frammenti (2018).

Un’arte, come ha scritto l’antropologa Anna Canuto, “che si è sviluppata al di fuori del museo”, un’estetica orgogliosamente periferica, di avanguardia perché capace di dare un senso positivo ai luoghi abbandonati trasformandoli in spazi liberati. Un’arte sempre giovane anche in Italia in quanto nata nel solco della street art americana degli anni ’70, che aveva preso vita con uno specifico intento: esprimere il desiderio dei giovani. L’esposizione è accompagnata dal catalogo che ho curato, sempre con Luca Traini,  per TraRari TIPI, con una presentazione di Anna Canuto, antropologa, e grafica di Flavia Ciglia.

Sarà inoltre possibile incontrare in mostra l’autore Antonio Cereda nelle seguenti il  21, 22 e 28 febbraio. Visita il sito www.alchimiatoni42.com per viaggiare con Antonio Cereda nelle immagini del suo mondo.

 

PS.

EVENTO NELL’EVENTO: 21/2 dalle 15.30 alle 17.30: Parole disegnate, workshop con Marta Della Bella sulle parole e la forza che hanno nel momento in cui le incontri. Solo su prenotazione scrivendo a culturalbrokers@gmail.com, ingresso libero alla mostra e contributo per il workshop di € 15,00 (a persona, sconto famiglie/bambini)

www.lagazzaelunicorno.it

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Autore: DEBORA FERRARI

Ho messo al centro di tutto la scrittura, la creatività, per mettere la bellezza al servizio del lavoro. Sono giornalista e ho una piccola casa editrice; mi occupo da sempre di progetti culturali e comunicazione per pubblico e privato. Mi interessa il turismo, il design, il sociale, la valorizzazione dei talenti e delle donne nel business, l’innovazione, le nuove tecnologie. Ho fatto in prima mondiale un grande evento riguardante Arte e Videogame -anche per la Biennale di Venezia- e sono consulente di gamification col mio team. Amo la natura e scrivere poesie.