20
05
2020

Parola d’ordine: condivisione

“Buongiorno carissimi, potete aiutarmi con Skype”?  È partita da questa domanda, arrivata da una associazione  via mail a Csv Insubria nel pieno della pandemia, la necessità di rispondere a un bisogno più complesso, ovvero come essere accanto alle associazioni che – come qualsiasi altra realtà – stavano vivendo la transizione verso le piattaforme di condivisione.

Zoom, Teams, Meet e chi più ne ha più ne metta, sono entrati di prepotenza nei nostri pc, tablet e telefonini e hanno cominciato a  porci nella condizione di dover capire, approfondire, utilizzare al meglio. La risposta è arrivata con un corso di formazione on line dedicato appunto alle piattaforme che ha visto due edizioni e una cinquantina di realtà formate. Ma è stata anche l’occasione per “mettere a terra” il modello di reciprocità su cui si basa VitaminaC, hub sociale del lavoro condiviso, spazio fisico nato tre anni fa all’interno della sede varesina di Csv Insubria. E soprattutto – a partire da un bisogno concreto – si è creata una risposta che mette al centro la condivisione.

Reciprocità? Significa condivisione

In cattedra per il corso sulle piattaforme c’era Anita Andric, docente e professionista nell’ambito dell’Information Technology e Consulente di Marketing Digitale (www.promozionedigitale.com). Anita è stata, lo scorso anno e per circa sei mesi, una delle hubber di VitaminaC, ovvero uno di quei professionisti che utilizzano lo spazio impegnandosi a mettere a disposizione la propria professionalità, per aiutare il Terzo settore.

«Attualmente non frequento più lo spazio – racconta Anita –: a settembre ho cominciato ad insegnare in due scuole del Varesotto. Continuo però a seguire la Community sui canali social e ad essere vicina a quello che accade. Così, quando ho visto pubblicata la call per la ricerca di qualcuno che desse una mano, mi sono fatta avanti, dal momento che questo è il mio campo, ovvero la conoscenza delle piattaforme on line, con le quali lavoro quotidianamente, e la docenza». Anita, che è anche mamma e blogger per il portale  www.comoperibambini.it  non ci ha pensato due volte a condividere tempo, conoscenze e competenze per un progetto che aveva lo scopo di aiutare il Terzo settore a crescere e a continuare a dare risposte alla comunità di riferimento.

Tante piattaforme un solo obiettivo

Nelle lezioni si sono guardate da vicino le piattaforme dedicate alle videoconferenze (come skype e zoom), ma anche quelle di archiviazione (come Dropbox, Google drive e One drive) e le cosiddette multifunzione come Google Suite e Microsoft 365. Il passo in avanti nell’utilizzo delle tecnologie sembra essere oggi prioritario per tutti, Terzo settore compreso, non solo per il concreto svolgimento delle attività, ma anche per organizzarsi al meglio. Lezioni, corsi on line, seminari e incontri sono solo alcune delle attività che le associazioni stanno pensando di proporre attraverso l’uso delle piattaforme. Ma questi strumenti – come emerso durante il corso – non nascono solo per rispondere intelligenza di fare video conferenze, ma possono diventare anche degli alleati dal punto di vista organizzativo. Attraverso la condivisione di file, documenti e stato di avanzamento dei lavori, ma anche tramite l’archiviazione condivisa, si può realizzare una migliore gestione del lavoro dei volontari, permettendo di ottimizzare i tempi.  Perché le piattaforme nascono proprio per rispondere a un bisogno, quello appunto di condivisione.

 

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Autore: Paola Provenzano

Mi occupo di comunicazione e dello storytellling di ciò che accade dentro e attorno all’Hub. Sono giornalista professionista: per lavoro e per mia natura sono uno spirito critico e non ho mai smesso di studiare. Mi piace raccontare storie.