04
07
2018
modelli organizzativi della forza occupata, dal fordismo al gig work

Organizzazione del lavoro: modelli emergenti e storici

Continuiamo gli approfondimenti sul mondo del lavoro, con un focus sui modelli organizzativi della forza occupata. Posto che le variabili peculiari della new economy, dagli anni ’90, sono ascrivibili alle componenti del lavoro immateriale, del capitalismo cognitivo e della flessibilità, in un sistema in cui le persone imparano ad auto-governarsi, interiorizzando l’efficienza produttiva, le aziende, oggi, si strutturano secondo organigrammi piatti e deleganti e la managerialità diviene una competenza diffusa.

COME SI È GIUNTI AI SISTEMI ATTUALI? COME ERA ORGANIZZATO IL LAVORO IN PASSATO?

Ripercorriamo le tappe dello sviluppo: tra il ‘700 e l’inizio del ‘900, si sono attestati i modelli organizzativi di Smith, Taylor e Ford, fondati su una estrema suddivisione del lavoro e una serrata razionalizzazione dell’uso del tempo per incrementare la capacità produttiva e, anche, su un sistema di valori morali forti che l’imprenditore, in ottica paternalistica, intendeva trasmettere alla forza lavoro per creare un alto livello di condivisione.
Nel tempo sono risultati manifesti gli inconvenienti psicologici, morali e sociali che queste impostazioni generavano nei lavoratori. La direzione accentrava il controllo, si faceva carico di disporre di tutte le competenze che trasmetteva poi ai lavoratori, di fatto dei meri esecutori la cui intelligenza creativa finiva per scomparire a seguito degli automatismi e la cui collaborazione non era volontaria ma indotta tramite la leva salariale e l’attivazione distorta del senso di autostima.
Già negli anni ’70 si assiste poi ad un rovesciamento radicale nell’organizzazione del lavoro, con l’attestarsi del modello Toyota, basato su just in time, esternalizzazione, lean production, sei zeri (difetti: tempi di attesa del cliente, burocrazia, tempi morti, conflitti sindacali, magazzino), il tutto realizzabile puntando alla soggettività, sulla personalizzazione e all’auto-attivazione.

E ORA COSA SUCCEDE? COME STA CAMBIANDO IL RAPPORTO TRA LAVORATORI E DATORI?

In sociologica economica ci si interroga sulle componenti di autonomia/eteronomia e interazione/integrazione riscontrabili nei modelli organizzativi attuali e alcune evidenze portano a concludere che, in senso lato, la catena di montaggio – la suddivisione del lavoro e la ricomposizione successiva in un prodotto finito – oggi esiste ancora. Coesistono infatti due mercati del lavoro e, a fianco di un sistema basato su conoscenze, competenze e coinvolgimento, si registrano nuove forme di sfruttamento e condizioni vuote di contenuti, in cui la specializzazione viene perduta. Caratteristiche della GIG economy, ormai prevalente, sono infatti situazioni di lavoro temporaneo di breve durata, presentate come auto-imprenditoriali, in cui l’impresa si spoglia dei costi per il personale e per i mezzi di produzione, ma formalmente si tratta di rapporti di dipendenza, in cui, attivando l’individualismo, si agisce sui ritmi e sulla produttività.
Sembra, insomma, che si assista ad una involuzione e alla ripresa di una risalente impostazione totalizzante del lavoro, dove la soggettività viene di nuovo coinvolta integralmente nell’occupazione. Pur riconoscendo che si tratta di una deriva difficile da contrastare, perché la diffusione dell’innovazione è maggiore di ogni reazione, su questo aspetto è cruciale riflettere, dato che, quando l’appartenenza diventa l’unica identità, si assiste ad una preoccupante compressione dei gradi di libertà.

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Autore: ELEONORA MAGLIA

Svolgo ricerche sui progetti a finanziamento non pubblico di risposta ai nuovi rischi e bisogni sociali, per il Laboratorio Percorsi di Secondo Welfare del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi di Torino. Pubblico articoli sui piani di investimento sociale per la testata on line www.secondowelfare.it e sono ormai prossima PhD in Economics of Production and Development (come progetto sto studiando i piani multistakeholder per il welfare community attuati nella Provincia di Varese).