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09
2018
Chi è e cosa fa l'operatore culturale. Descrizione della professione dell'operatore culturale col Servizio Civile Nazionale 2018 di Csv Insubria

OPERATORE CULTURALE: UN MESTIERE CHE SI IMPARA SUL CAMPO GRAZIE AL SERVIZIO CIVILE CON CSV INSUBRIA

L’abbiamo già detto qui il settore culturale in Italia sta vivendo una profonda trasformazione. A monte c’è sicuramente un radicale cambio di paradigma: la cultura può svincolarsi dagli enti e dai finanziamenti pubblici e diventare impresa. Si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana che -spostando il centro del sistema culturale- inaugura una nuova era per il settore, aprendo prospettive inedite e portando alla ribalta ruoli lavorativi prima marginali o addirittura inesistenti.

E’ il caso, per esempio, dell’operatore culturale, una figura professionale non solo sempre più ambita da molti giovani laureati, ma anche sempre più nominata e ricercata nell’ambiente. Cosa si celi però dietro a questo job title non è per tutti chiarissimo, dal momento che le competenze che sottende sono mutuate da ambiti lavorativi molto diversi fra loro. Gli operatori culturali, infatti, possiedono di solito una solida preparazione culturale e artistica di base (molti di loro arrivano da studi umanistici, ma questa non è per forza una discriminante) alla quale però si aggiungono anche la buona conoscenza di almeno una lingua straniera, delle nuove tecnologie informatiche, di elementi di marketing e budgeting, fundraising e delle normative specifiche del settore. Risulta a questo punto evidente come, ad oggi, la professione dell’Operatore Culturale si costruisca empiricamente, nella pratica e nell’esperienza. Sporcandosi le mani e integrando sul campo la propria formazione.

E’ proprio partendo da queste considerazioni che CSV Insubria ha pensato di dare ai suoi progetti di Servizio Civile un taglio culturale, offrendo la possibilità a 16 ragazzi di mettersi alla prova come operatori culturali, all’interno di un network di associazioni già molto attive sul territorio. Cultura e terzo settore: un connubio assolutamente non casuale, dal momento che -come dicono i dati- è proprio il no profit a detenere il primato tra le iniziative culturali nazionali, rappresentando più della metà degli enti attivi nel settore.

Per chi fosse interessato, è possibile candidarsi fino al 28 settembre.
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Autore: Elisa Begni

Ho una laurea in filosofia e un'inesauribile curiosità. Mi affascina il mondo della comunicazione -da quella digitale a quella interpersonale- e mi piace ascoltare le storie che le persone hanno da raccontare. Mi occupo della gestione dell'hub, della creazione della community che gli gravita attorno e dell'organizzazione degli eventi.