30
01
2018
Eleonora Maglia analizza le professioni del futuro e cerca di capire l'impatto della tecnologia sul mondo del lavoro

Occupazione e ICT: come cambia il lavoro in un’economia che si digitalizza

In un precedente post abbiamo trattato il tema del lavoro, mostrando come, monitorando e ragionando sui cambiamenti socio-economici in atto, sia possibile organizzarsi, se necessario ri-orientrandosi, e preparare in anticipo le competenze necessarie per assicurarsi un futuro lavorativo. Per continuare ad approfondire questo argomento, oggi proviamo a riflettere sulle trasformazioni occupazionali indotte dalla diffusione delle nuove tecnologie.

Dalla rassegna della letteratura e del dibattito accademico e manageriale, si possono innanzitutto identificare alcuni trend. In un futuro lavorativo che sarà molto differente da quello attuale, il motore dello sviluppo di un Paese continua ad essere l’innovazione: la tecnologia infatti svolge e svolgerà viepiù un ruolo fondamentale nell’aumento della produttività, tramite anche la sostituzione della forza di lavoro umana con apparecchiature automatiche e la generazione di conoscenze mediante sistemi che emulano il ragionamento. Il fenomeno è generale e interessa diversi ambiti economici, dal settore finanziario all’industria manifatturiera ma anche dai programmi sanitari al turismo.

Tutto questo ha dei riflessi economici e sociali e pone delle precise responsabilità in capo ai governi, alle aziende e agli individui. A fronte del rischio di una forbice fra produttività e occupazione, ovvero di una consistente crescita economica accompagnata da una contrazione del numero dei posti di lavoro,

occorre infatti uno sforzo di adattamento delle persone per adottare un modello di aggiornamento continuo delle competenze tecniche, comportamentali e relazionali e di ridimensionamento delle aspettative sulla stabilità sui contenuti dei rapporti di lavoro.

Inoltre la precarietà salariale e l’accresciuto rischio di povertà conseguente richiedono interventi istituzionali specifici per gestire il senso di smarrimento diffuso, la deprivazione materiale, la diseguale distribuzione della ricchezza in una jobless society, nonché il reskill della forza resa disponibile.

Per capire il grado di sensibilizzazione e conoscenza del tema, una ricerca che ha coinvolto opinion maker, manager, responsabili HR, start upper e neo-laureati, mostra una concordanza sulla forza distruttrice delle tecnologie sugli assetti consolidati e sulla mancata compensazione occupazionale dei nuovi ambiti di lavoro creati dalle ICT. L’aspettativa prevalente è che, già entro il prossimo decennio, la ricchezza si concentrerà tra chi progetta, realizza e governa tecnologia (digital divide).

Rispetto invece alle linee di azione da intraprendere di fronte agli effetti della sostituzione di lavoro, gli intervistati ritengono prioritario l’investimento in formazione della imprenditorialità personale e del cambiamento continuo. Nella manifesta impossibilità di arrestare l’evoluzione tecnologica, risulta infatti centrale plasmare persone con competenze allineate con un mondo tecnologizzato.

Le evidenze empiriche portano dunque a concludere che l’innovazione ha un impatto notevole sui posti di lavoro: le tecnologie tendono effettivamente a sostituire le persone, affrancandole però anche da occupazioni routinarie, pesanti o frustranti, in un contesto ove la condizione lavorativa potrebbe non essere più la norma. Tutto questo può quindi essere letto come una opportunità per sviluppare un sistema di valori differente, interessarsi a nuove attività economiche e per volgere la propria attenzione a campi di attività ancora poco presidiati e da sviluppare.

Autore: ELEONORA MAGLIA

Svolgo ricerche sui progetti a finanziamento non pubblico di risposta ai nuovi rischi e bisogni sociali, per il Laboratorio Percorsi di Secondo Welfare del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi di Torino. Pubblico articoli sui piani di investimento sociale per la testata on line www.secondowelfare.it e sono ormai prossima PhD in Economics of Production and Development (come progetto sto studiando i piani multistakeholder per il welfare community attuati nella Provincia di Varese).