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04
2020

Musei chiusi-aperti e cambio dell’esperienza di visita

Da 12 anni, come Neoludica Game Art Gallery,  lavoriamo con un’attenzione particolare a quelle che consideriamo le arti del XXI secolo: quelle interattive che affondano le radici nelle arti precedenti, pittura, musica, cinema, animazione, ma si differenziano per l’apporto di un nuovo sistema artistico come quello dei videogiochi: le Game Art, che per primi abbiamo portato anche alla Biennale di Venezia nel 2011.

In questo mese di fermo per le realtà museali ed espositive (con un danno economico forte e soprattutto l’incertezza di quando mettersi al lavoro per riaprire e offrire al pubblico quanto soppresso e rimandato) abbiamo fortunatamente potuto assistere a una mobilitazione verso il ‘virtuale’ che è altrettanto reale ma si sposta dalla fruizione di persona a quella interagita con strumenti tecnologici.

Le Nuove Tecnologie, da oltre 20 anni insegnate nelle Accademie e nelle Università, stanno mutando il modo di produrre e fruire l’arte.

Avere tutta l’arte nel contemporaneo significa per noi collegare la storia dell’arte e dei nostri beni culturali alle nuove pratiche artistiche, che cambiano le estetiche contemporanee e modificano anche la divulgazione delle arti, dal cinema al videogame, dalle visite ai musei all’interazione del pubblico in remoto. Siamo fruitori di  un’arte diversa che dobbiamo ancora imparare a riconoscere.

Per questo pensiamo che molte delle visite ‘virtuali’ offerte non siano state esperienze vere e proprie ma utilizzo di supporti fotografici e video in alternativa al potersi recare al museo. Con un plauso anche a queste soluzioni, assolutamente, in un momento in cui è importante far percepire la necessità delle arti nella nostra vita.

Trovo significativo però che ci siano stati commenti articolati, come nel sito di lacittavegetale che approfondiscono criticamente le diverse esperienze nei vari siti museali, come per l’iniziativa delle visite in linguaggio LIS, e altri rintracciabili nel web con le parole chiave ‘visite virtuali ai musei’.

Riteniamo che questo sia un passaggio importane per le realtà che custodiscono e promuovono l’arte, al di là del momento critico che stiamo vivendo, perché un approccio corretto a queste tecnologie permetterà a ogni collezione, museo, galleria, parco, di mantenere aperte le porte anche quando saranno chiuse, magari per restauro della sede.

Nel frattempo possiamo trovare app interessanti anche fuori dal museo come Artoo (sviluppata da un team di Varese) o Narrami;  o app Pianetti per la Pinacoteca di Jesi, lanciata proprio un anno fa, tutte da sperimentare.

Ci sono piaciuti esperimenti di engagement come quello del Getty Museum che ha invitato il suo pubblico a riprodurre quadri famosi in casa, solleticando memoria culturale e creatività.

Stavamo lavorando già da mesi a un progetto in questo senso, coi team di sviluppo che di solito girano con noi per fiere e musei, e proprio in questi giorni siamo pronti con l’offerta che passa dalla semplice compilazione di un form di indagine e si mette al servizio degli operatori di beni culturali.

L’abbiamo chiamato Entra nel futuro e aspettiamo le prime risposte da un centinaio di musei a cui ci siamo rivolti, anche nel nostro territorio varesino. Negli scorsi anni abbiamo analizzato la situazione crescente e virtuosa in Italia e all’estero, di applicazioni interattive per la valorizzazione dei patrimoni custoditiqui una sintesi, abbiamo creato app e musei giocabili come quello di Assassin’s Creed (in demo sulla pagina di Art REvolution per il Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano), ma ora siamo pronti e aspettiamo solo di aprire le porte dei musei chiusi. Vieni con noi? Entra nel futuro!

 

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Autore: DEBORA FERRARI

Ho messo al centro di tutto la scrittura, la creatività, per mettere la bellezza al servizio del lavoro. Sono giornalista e ho una piccola casa editrice; mi occupo da sempre di progetti culturali e comunicazione per pubblico e privato. Mi interessa il turismo, il design, il sociale, la valorizzazione dei talenti e delle donne nel business, l’innovazione, le nuove tecnologie. Ho fatto in prima mondiale un grande evento riguardante Arte e Videogame -anche per la Biennale di Venezia- e sono consulente di gamification col mio team. Amo la natura e scrivere poesie.