18
09
2017
Chiara, dipendente di Green ravenna, lavora a VitaminaC come smartworker.

HUBBERS – Lo smartworking di Chiara, un filo diretto tra Ravenna e Varese

Chiara Foschi, il suo cedolino paga, regolare e a tempo indeterminato, lo riceve da Green Ravenna una azienda che commercializza prodotti fitosanitari e fertilizzanti, ma la sua scrivania è a VitaminaC, hub sociale del lavoro condiviso a Varese. In mezzo ci sono 360 chilometri, avendo l’azienda sede a Ravenna, ma la distanza è azzerata da un pc e da una connessione internet.

Chiara di lavoro è un “regulatory”, un termine poco empatico per dire che si occupa di tenere insieme i pezzi che vanno dagli adempimenti normativi, che definiscono i paletti a livello Europeo per giungere sino alla corretta etichettatura dei prodotti commercializzati.

Chiara arriva da una laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari e pregresse esperienze, anche in multinazionali del settore, prima di approdare nella piccola realtà di provincia che – di fronte alla sua scelta di spostare la residenza per ragioni di cuore – ha risposto positivamente con lo smartworking.

«Da quando ho la possibilità di lavorare in questa nuova modalità – racconta – io non mi sento più un regulatory nel senso canonico del termine, ma semplicemente Chiara Foschi che nel suo lavoro mette in gioco tutta se’ stessa come persona».

Dalle sue parole si capisce subito che l’ingaggio personale è altissimo. «Quando mi occupo di un progetto di sviluppo di un nuovo prodotto – dice Chiara – lo faccio non solo rispettando la normativa ma anche facendomi domande come persona con una sua etica e dei valori di riferimento: sono prima di tutto una persona e un cittadino e questo per me è quello che conta di più». 

Come gestire il tempo, per lei e per la sua azienda, è un fatto del tutto personale. «Mi capita di portarmi il pc in vacanza – racconta Chiara – e di rispondere al telefono in diversi momenti della giornata, ma non per questo mi sento succube del lavoro, anzi, è parte integrante di questa nuova dimensione operativa dove i confini tra tempo libero e responsabilità lavorative sono gestiti in maniera più flessibile da entrambe le parti».

Come l’hanno presa i colleghi? «All’inizio la mia era una posizione atipica rispetto a quella dei colleghi – racconta Chiara -, ma ho saputo gestire le relazioni con loro dando la massima disponibilità e quando c’è un problema o una riunione importante non ho mai esitato a presentarmi in ufficio».

L’arrivo a VitaminaC per lei, che a Varese era una nuova arrivata, è stato casuale ed è avvenuto con il passaparola. «Un’amica me ne ha parlato dice e ho pensato che per me potesse essere l’opportunità per non lavorare sempre da casa e sola, ma di potermi inserire in un ambiente nuovo e stimolante».

 

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Autore: Paola Provenzano

Mi occupo di comunicazione e dello storytellling di ciò che accade dentro e attorno all’Hub. Sono giornalista professionista: per lavoro e per mia natura sono uno spirito critico e non ho mai smesso di studiare. Mi piace raccontare storie.