02
09
2019

“L’ineluttabilità della Riforma del Terzo settore”

“Io sono… ineluttabile” è la frase pronunciata da Thanos (in inglese era “I’m… inevitable”) dopo essersi impossessato delle Gemme dell’Infinito quando il suo piano stava finalmente per compiersi: vale a dire ridare equilibrio e sicurezza all’Universo intero dimezzandone le forme di vita (in due parole metà muore e l’altra metà sopravvive) onde preservare l’equilibrio tra le stesse e le risorse a disposizione. Vi dice qualcosa?

Un inciso: la parola ineluttabile, come riporta la Treccani, deriva dal latino ineluctabĭlis e indica qualcosa o qualcuno contro cui non si può lottare, che non può essere fermato. Proprio come una Riforma quando diventa Legge.

Ma torniamo per un attimo alle Gemme dell’Infinito e a Thanos che, nella sua logica ferrea, impietosa e quasi impersonale, voleva “solo” salvare l’Universo. A tal proposito “Le scelte più difficili richiedono la volontà più ferrea” è un’altra frase chiave che Thanos pronuncia in Avengers: Infinity War evidenziando il suo senso della morale e del dovere, che lo rende appunto un nemico ineluttabile. Egli certo ci spaventa e nessun dubbio che agli occhi degli Avengers e degli spettatori appaia come un nemico, perché è come una grande tempesta o un grande terremoto capace di gesti terrificanti in nome di una pace universale, di un mondo in equilibrio tra le diverse anime al suo interno.

“Infine mi riposerò… e guarderò il sole sorgere su un universo grato” dice ancora Thanos in Endgame rendendo ancora più epica la sua minaccia di purificare il mondo dal peccato originale che lui vuole estirpare e correggere. In questa sua fede incrollabile nelle proprie azioni, non vi ricorda quello che ha voluto fare il nostro Legislatore quando ha emanato la Legge che riforma il Terzo settore? La decimazione del suo stesso popolo (il mondo degli enti no profit) per ovviare al declino, alla fine per la scarsità di risorse, come unica scelta possibile.

Ovviamente sto forzando la mano in modo provocatorio con questo parallelismo, perché la Riforma del Terzo settore non intende spazzar via in modo causale la metà delle organizzazioni senza scopo di lucro operanti in Italia: certo, nessuno è così malvagio come Thanos pur tuttavia, una delle ineluttabili conseguenze di questa Legge, è proprio quella che molti enti – magari non necessariamente la metà – nel breve o nel medio termine non resteranno in vita vuoi perché a priori impauriti per il futuro che li aspetta, vuoi per quelli che effettivamente saranno gli impatti burocratici, amministravi e gestionali che prima o poi impatteranno su di loro.

Senza dare ora giudizi morali sulla Riforma, il nostro ordinamento, esattamente come l’Universo di Thanos, era arrivato a un punto di non ritorno fatto di sovrabbondanti associazioni e di troppe poche risorse sia economiche che umane: le ragioni per cui siamo arrivati qui sono tante e tutte facilmente leggibili ma, per quanto comprensibili, non sufficienti a giustificare – dati ISTAT alla mano – oltre trecentomila (300.000!) enti no profit in Italia. Sicuramente un numero così elevato non è di per sé da condannare, ma lo diventa a fronte di un’analisi più approfondita di questi enti fatti per la maggior parte da poche persone, che spesso agiscono con logiche per lo più autoreferenziali e con risposte quasi mai davvero efficaci ed efficienti. Senza ovviamente citare quei finti enti no profit che di no profit non hanno nulla se non la forma e per i quali non è la Riforma a poter fare qualcosa bensì la giustizia ordinaria.

In conclusione, la speranza è che da qui a qualche anno, quando la Riforma sarà giunta a compimento e i suoi veri effetti diventeranno finalmente visibili, il nuovo assetto del nostro ordinamento – non solo da un punto di vista legislativo ma anche sociale, culturale e se vogliamo antropologico – possa assumere una fisionomia più definita e che meglio risponda ai bisogni del territorio, della cittadinanza e di noi tutti. La Riforma del Terzo settore, al di là quello che cercava Thanos, non vuole la morte di nessuno: aspira piuttosto a un sistema che sia al passo coi tempi e in grado di mettere il volontariato al centro di un numero di enti senza dubbio minore ma altrettanto sicuramente, proprio perché dovendo sopportare le fatiche del restare in vita più strutturati, in grado di adempiere al loro compito sempre meglio. Esattamente come gli Eroi che sono.

Autore: Luca Masera