08
01
2020

Lettori, libri e librerie: anche così cresce la partecipazione

(ANSA) – ROMA, 03 DIC – La libreria antifascista La Pecora Elettrica data alle fiamme nel quartiere Centocelle a Roma per ben due volte non riaprirà. Lo annunciano gli stessi proprietari in un post su Fb. 

 Non è senza moti dell’animo che si legge questo lancio Ansa, come non è senza moti dell’animo che  nel giorno dell’Anniversario della Liberazione d’Italia prima e nel giorno precedente alla ri-apertura poi si è appreso di quanto accaduto in una libreria “La Pecora Elettrica”, dove -con aree di co-working, presentazioni di novità letterarie, reading e momenti di dibattito, sollecitazione alla lettura nei bimbi e promozione di stili di vita sostenibili- due giovani realizzano un punto di aggregazione sociale e di crescita culturale in una zona periferica di Roma.

I moti dell’animo etimologicamente rimandano ad uno scuotimento, uno smuovere da uno stato ad un altro (emovère, ex movere) e così è stato nel caso de “La Pecora Elettrica” (il sogno degli androidi nell’ipotesi di Philip K. Dick). L’agitazione del primo rogo di aprile ha fatto emergere altri aspetti (positivi) presenti nel genere umano, come la solidarietà e la volontà di ripresa. Nei mesi successivi, infatti, un fronte comune di cittadini, di autori e di case editrici si è unito in una campagna di crowdfunding e nell’adozione dei libri superstiti semi-arsi e ha intessuto una fitta rete territoriale in una lunga staffetta che ha avuto il suo culmine nel corso del Salone del Libro a Torino.

IL LETTORE, QUELL’UOM DI MULTIFORME INGEGNO

Un rogo di libri è un fenomeno che è stato analizzato in letteratura (magistrale a riguardo Bradbury) e richiama eventi storici che si vorrebbero irripetuti (come i Bucherverbrennungen del 1933).

Un libro consente a ciascuno di sentirsi informato, dotato di tutti gli strumenti necessari, abile e forte. Leggere, infatti, apre ad una migliore comprensione del mondo e anche ad una più ampia possibilità di scelta, inoltre guida verso luoghi e personaggi che possono aiutare a rispondere ai propri quesiti esistenziali. Modulando ciò che si legge, è possibile sfidare le proprie concezioni sugli altri e su sé stessi (superando così i pregiudizi) e anche costruire il proprio carattere (dedicare tempo alla lettura richiede infatti un esercizio di volontà, di pazienza e anche di cura). Un libro può inoltre contribuire alla socializzazione quando è discusso in un gruppo di lettura o può essere un ausilio nei percorsi psico-educativi quando diviene uno strumento di biblio-terapia.

Secondo le rilevazioni Istat già 24 milioni di persone (il 42% delle persone di più 6 anni) hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi ed è tra gli 11 e 19 anni e tra le donne che si legge di più (rispettivamente oltre il 50% e nel 48,6% dei casi contro l’equivalente maschile del 35%). Nello specifico poi Varese (è notizia del 2 dicembre che inorgoglisce molto) si è aggiudicata il titolo di “Città che Legge” e qui è anche in progetto l’istituzione dei “The Readers”, 60 giovani futuri ambasciatori della lettura, e di una “Notte bianca dei Lettori” con presentazioni di autori e reading per promuovere la conoscenza e la frequentazione della Biblioteca Civica. Questi dati confortano posto che, come si è illustrato, i vantaggi della lettura possono essere molti e ricadono in diversi ambiti e posto anche che, in generale, lettura e partecipazione sociale vanno di pari passo (fra i lettori le percentuali di chi coltiva altre attività culturali o pratica sport è più elevata che tra i non lettori, secondo i dati Istat).

Ora, cruciale per creare e corroborare l’abitudine alla lettura è l’esistenza di luoghi ad hoc e, in Italia, il fenomeno del book desert non è già di per sé indifferente (nel 60% del territorio italiano non vi è neppure una libreria e la più vicina dista almeno mezz’ora in auto dal centri abitati). Così l’auspicio è che di nuovo i due giovani de “La Pecora Elettrica” possano avviare nuovi progetti aggregativi; che -magari in altre forme, ma sicuramente con immutato coraggio e passione-  si ri-aggiungano presto al novero delle 940 librerie italiane (un grande gregge che assicura una sorta di herd immunity culturale); e che -da qui in poi più felicemente- possano offrire ancora il loro contributo al progresso sociale di tutti.

 

 

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Autore: ELEONORA MAGLIA

PhD di Economics, attualmente svolge attività di ricerca per il Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi di Torino e collabora all’Osservatorio Nazionale sulle Politiche Sociali dell’Istituto di Ricerca Sociale di Milano. I risultati delle sue ricerche sono stati presentati in occasione di convegni accademici nazionali e pubblicati in riviste scientifiche e in volumi di ricerca collettanei.