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2018

L’alleanza dei generi verso l’autorealizzazione – Parte 2

Il New York Magazine un paio di settimane fa ha raccolto dei dialoghi tra adolescenti a testimonianza di cosa voglia dire vivere in un paese con un leader dichiaratamente misogino e razzista come Trump. Due fratelli di 14 e 16 anni di una piccola cittadina del Michigan si confrontano con una lucidità e maturità sul tema della violenza nella loro città e arrivano a parlare delle aspettative della società nei confronti dell’identità di genere.

Liam: Odio quest’idea della mascolinità. In parte è il modo di essere dell’America. Il nazionalismo dello Zio Sam, andare a combattere per il proprio paese, non dire parolacce. Devi semplicemente sparare, fare sesso e…

Carlos: E bere birra, guardare le tette delle donne.

Liam: E la mattina vai in chiesa. Se non vuoi fare qualcosa perché sei spaventato o nervoso, molti genitori dicono “Smetti di frignare fighetta! Fallo e basta”.

Carlos: fallo e basta.

Liam: Succede di continuo. È colpa di quella fissa della mascolinità.

“E’ colpa di quella fissa della mascolinità”. Grazie ai cambiamenti prodotti dalle donne, anche gli uomini sentono che il modello preconfezionato dello “Zio Sam” non permette loro di essere felici, ma al contrario genera frustrazione. La frustrazione della donna alla ricerca di un modello culturale che le permetta di essere felice, è la stessa che si trovano ad affrontare gli uomini (solo che purtroppo alcuni di questi reagiscono con la violenza perché è in crisi il loro modello possessivo).

I modelli predeterminati di uomo e di donna di successo stanno lentamente crollando, lasciando spazio a un bisogno di ricerca creativa della propria felicità. Uomini e donne sentono questi modelli sempre più distanti da loro. Tuttavia, staccarsi da questi idealtipi, da questi modelli, è disorientante, apre alla possibilità di scelta e alla possibilità di entrare in conflitto con le aspettative che gli altri e noi stessi abbiamo su di noi. Ci troviamo a lottare contro la cultura dominante, dall’origine squisitamente maschile, per la ricerca del nostro Vero Sè, soprattutto nell’affrontare i paradigmi che noi stessi incarniamo e che sono le nostre stelle polari. È un viaggio difficile, ma necessario nella conoscenza e coscienza di noi e degli altri.

Gli uomini e le donne possono essere alleati nel comprendere positivamente le differenze di genere, nel lottare contro la discriminazione e nel proporre un modello di autorealizzazione che si basi sull’originalità dell’individuo, su relazioni sentimentali benefiche e su rapporti cooperativi di condivisione e scambio.

Essere donna oggi passa dall’alleanza sia con le donne superando una competitività distruttiva che spesso ci contraddistingue, sia con quegli uomini che vogliono cambiare e essere finalmente felici, invece di arrivare alla violenza pur di difendere il loro triste potere.

Come Coach Umanista, credo che l’autorealizzazione della donna passi attraverso la valorizzazione delle sue specifiche potenzialità e la scoperta delle sue vocazioni, ma anche che non possa essere solo un percorso interiore di consapevolezza. Ogni donna vuole realizzarsi nelle relazioni e nei contesti, con gli altri e per gli altri, esprimendo al meglio sé stessa; quindi l’autorealizzazione è questione di azioni, alleanze e obiettivi concreti. Penso che sia da queste esperienze e sperimentazioni, dalla loro conoscenza e condivisione, che possa nascere un nuovo modello culturale in grado finalmente di valorizzare le individualità, i generi e le loro relazioni.

Autore: Luna Tovaglieri