20
03
2020

La musica per affrontare l’isolamento – #iorestoacasa con…un brano da ascoltare

Quante sono le cose della nostra quotidianità che diamo per scontato? Probabilmente in questi giorni, come non mai, ne stiamo facendo la conta. Per noi, musicisti o musicanti, come si usa dire, di un Corpo Musicale, tra queste cose c’è anche quella di trovarsi tutte le settimane, sempre allo stesso giorno e alla stessa ora a suonare insieme.

Certo, la musica non ti abbandona mai, ma per noi bandisti è diverso. Appena possiamo sfoderiamo i nostri strumenti e suoniamo, come tutti i musicisti, ma noi siamo anche membri del Corpo Musicale, siamo la banda. E questo, riprodurlo ognuno a casa propria o sul proprio balcone, è più difficile.

Come spiegarlo? La banda è una di quelle cose che, nonostante lo spazio Schengen e la libertà di movimento, nonostante il paesello sia a volte un po’ stressante… insomma, nonostante tutto, ti porta a dire “quasi quasi rimango qui”. La banda è un luogo di appartenenza nell’epoca dei non luoghi, è un luogo che si costruisce con fatica e nel quale si entra dopo innumerevoli riti di iniziazione: il primo concerto, le prime marce, il primo nodo alla cravatta, le prime parole in dialetto lombardo per i figli del sud. La banda è un crogiolo di personaggi che farebbe invidia a Bar Sport di Stefano Benni.

La banda è un’associazione, una splendida espressione di quel mondo che mette in dialogo le generazioni e che in questo momento è costretto a fermarsi per proteggere tutti e in particolare i suoi membri più fragili, perché più storici (leggi “diversamente giovani” e Fernando, Miglio, Giò, Rota, Peppino… non me ne vogliano) che però sono le nostre colonne portanti.

La banda, infine, è colore per il paese: lo risveglia, lo anima, lo commuove. Accompagna i momenti cittadini e religiosi e poi riunisce tutti a festeggiare.

Capirete quindi perché, nella lista delle cose che diamo per scontato e che ora ci mancano, noi bandisti non possiamo che nominare la banda e sappiamo che, sotto sotto, manchiamo anche a voi.

OGNI GIORNO UN BRANO DA ASCOLTARE

Ecco perché abbiamo deciso di regalarvi ogni giorno un brano da ascoltare, scelto tra quelli che più hanno segnato (e talvolta traumatizzato) il nostro percorso musicale. Andate sulla nostra pagina Facebook( Corpo Filarmonico “S. Cecilia”) oppure su quella Istagram e fatevi accompagnare in questo viaggio ideato e curato da Chiara, flautista eccelsa e consigliera sempre in prima linea, con spiccate doti organizzative e amore profondo per le simmetrie e l’ordine.

Ogni sua pubblicazione inizia ricordandoci a che giorno di isolamento siamo (si sa, in questi casi è facile perdere la cognizione del tempo); segue una breve introduzione sul brano, compresa di cenni alle nostri esecuzioni; conclude la sezione Curiosità! , frutto di attente e scrupolose ricerche.

Si parte così dall’impero cinese, con la Turandot e il suo assolo iniziale di flauti, quella sequenza che ci porteremo dentro per sempre; attraversiamo mondi fantastici, come quelli cantati nelle Cronache di Narnia e in Hook (il Maestro e il suo amore per John Williams!); giriamo tra le quinte di un teatro maledetto con il Fantasma dell’Opera, mai brano fu per noi più difficile e più applaudito; atterriamo su Giove grazie alla musica di Gustav Holst e ai suoi pianeti, che ci hanno condotto a suonare nella splendida cornice del Sacro Monte e molto altro ancora, in questo percorso avventuroso che il Corpo Musicale S. Cecilia di Castiglione Olona ha deciso di regalare.

Non ci resta che augurarvi buon viaggio (tranquilli, per partire non dovete nemmeno togliervi il pigiama con il quale vivete da giorni) e ringraziare Chiara, che condivide con me la prima fila, i passaggi spacca dita, gli ascolti a loop di Phantom of the Opera e le riflessioni che hanno dato vita a questo articolo.

Chiara, forse non conquisterai mai il mondo ordinandolo per colore, ma sicuramente ci hai aiutato a sconfiggere la noia.

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Autore: Martina Vitalone