08
04
2019

Il voto per le Europee? Un’occasione per partecipare…in modo consapevole

Tra poco più di un mese andiamo al voto per le elezioni del Parlamento Europeo: qui a VitaminaC ne vorremmo fare una questione di consapevolezza e partecipazione.

Prima di tutto perché qui da noi l’aria europea si respira, soprattutto il giovedì, quando sono presenti Daniela, Nuria e Bernardina le tre ragazze che hanno in corso il loro progetto di volontariato europeo presso alcune realtà non profit del nostro territorio che da anni ospitano ragazzi provenienti da tutta Europa.

Mai come quest’anno il voto è percepito – nel peggiore dei casi – come un sì o un no all’Europa e, nel migliore dei casi, come un sì o un no a questa Europa, ovvero a un’Europa che si può (e forse si deve) migliorare. Se ci guardiamo alle spalle vediamo che abbiamo messo via decenni di convivenza pacifica, non scontata dopo la caduta del muro di Berlino; vediamo anche che abbiamo ottenuto vantaggi dal mercato unico e della liberalizzazione di alcuni servizi (pensiamo alle tariffe aeree e al roaming internazionale). Con buona pace di alcuni scettici potremmo anche spingerci a dire che gli euroburocrati sono creature leggendarie, perché in realtà le decisioni sono prese dai politici (anche i nostri) che sono seduti ai tavoli dove si decidono le questioni importanti. Potremmo continuare con i numeri del Bilancio: in media ogni 100 euro guadagnati ogni cittadino dell’Ue ne versa 50 in tasse e contributi e di questi 1 euro va a finanziare il bilancio dell’Unione Europea. Un bilancio che pesa decisamente poco rispetto a quelli nazionali, ma con il quale si fanno tante cose.

Se un primo errore però è stato fatto (e anche ripetuto per tanti anni), è stato quello di non saper raccontare e di saper parlare poco ai cittadini, alle imprese e ai soggetti della società civile. Poco utile è stata spesso anche la mancanza di maggior coraggio per spingere sull’acceleratore e realizzare una unione più profonda, che sapesse superare o almeno accantonare per un po’ gli egoismi nazionali in vista di un bene comune condiviso.

E poi ci sono lobby e gruppi di interesse dei quali sentiamo parlare sempre più spesso a livello di Unione Europea. Gruppi di pressione e attività di lobbying non sono certo nati con l’Ue, ma piuttosto si sono spostati dai Palazzi nazionali al cuore dell’Europa a seguito del sempre maggior peso delle decisioni che sono prese là. Si tratta di un argomento con il quale occorre fare i conti e sono anche molte le grandi realtà, ad esempio che agiscono per la tutela dei consumatori, che non fanno mancare la loro voce.

Cosa resta da fare a noi cittadini? Partecipare in modo consapevole potrebbe essere già una buona cosa. Visto che  il prossimo 26 maggio si va alle urne noi vi lasciamo qui sotto un link che può essere utile

Elezioni Ue, istruzioni per l’uso

 

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Autore: Paola Provenzano

Mi occupo di comunicazione e dello storytellling di ciò che accade dentro e attorno all’Hub. Sono giornalista professionista: per lavoro e per mia natura sono uno spirito critico e non ho mai smesso di studiare. Mi piace raccontare storie.