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04
2017
Generare valore partendo dall'orto. La storia dell'Associazione Radici, a cavallo tra profit e no profit.

Il benessere arriva dall’orto ed è per la collettività

Varese Erica è laureata in antropologia e Giovanni in filosofia e di solito li incontri con le mani nella terra: alcuni anni fa hanno deciso di mettere in piedi l’associazione “Radici”, un nome piuttosto esplicito per il loro settore di interesse, quello che tratta di orti e giardini. Ma Erica e Giovanni, con Radici, sono anche uno dei tanti esempi che raccontano un nuovo paradigma, che parla di un’economia di confine. Oggi Radici è una delle realtà vicine a VitaminaC non solo per il fatto di prendersi cura delle aiuole all’ingresso.

Radici, infatti, rappresenta una di quelle realtà che si muove a cavallo tra profit e non profit: ci sta dentro il lavoro con enti pubblici e scuole, ma anche la rigenerazione urbana, progetti educativi e di socializzazione.

Forse ci penserà la legge, quella sul terzo settore, a spostare i paletti e far venire alla luce queste zone d’ombra che esistono già e si portano dietro una produzione di benessere e di relazioni.

Radici: Un'associazione a metà tra il profit e il no profit, partendo dagli orti e arrivando all'educazione

Generare valore

Quando Erica e Giovanni sono venuti a sistemare le nostre aiuole abbiamo ingaggiato sul tema i nostri vicini di casa, l’Istituto de Filippi: una scuola paritaria e privata – un operatore profit dunque –  che ha in mano giovani studenti in cerca di un futuro nel settore della ristorazione. A fare la differenza, domani sul mercato del lavoro sarà anche quello che qui hanno imparato ad essere.

Chi lo ha capito non ha perso tempo a metterli con le mani nella terra a far vedere come si pianta e si cura un’aiuola e poi a far nascere una proposta. «Dopo quella mattinata – dice Erica – è venuta l’idea di mettere in piedi un progetto per creare un orto dove i ragazzi possano produrre gli ortaggi che poi cucineranno e porteranno in tavola. Una filiera corta che non serve a tagliare i costi, ma a generare interesse e sviluppare il senso del prendersi cura di qualcosa».

Mercato o no?

Erica non nasconde i suoi dubbi circa il salto verso il settore profit. «Fino ad ora – racconta – abbiamo fatto progetti con le scuole e con i bambini per creare orti e insegnare loro a conoscere ciò che mangiano: spesso ciò li ha portati ad assaggiare le verdure più volentieri e a migliorare la loro alimentazione». «Abbiamo partecipato a un progetto di rigenerazione urbana con il Comune di Varese – racconta ancora Erica – ma da qui a pensare di poter vivere di queste attività ne passa». E poi vi è il grande capitolo che lega radici a Legambiente Varese ai Mulini di Gurone dove il recupero è un progetto nel quale ha creduto fortemente Fondazione Cariplo.

Erica e Giovanni lavorano entrambi nel settore dell’educazione e l’attività dell’Associazione resta al momento confinata in un limbo che genera un valore sociale e porta benessere alla comunità, ma che il mercato – classicamente inteso – non considera. Ci sono budget di progetto che spostano denaro e c’è una domanda (spesso pubblica, ma non solo) che altrimenti non avrebbe risposta.

Quale impresa profit si sognerebbe di andare a insegnare ai bambini a coltivare le carote per poi mangiarle? Eppure non ci sono dubbi che il benessere per la collettività passi proprio da qui.

Autore: Paola Provenzano

Mi occupo di comunicazione e dello storytellling di ciò che accade dentro e attorno all’Hub. Sono giornalista professionista: per lavoro e per mia natura sono uno spirito critico e non ho mai smesso di studiare. Mi piace raccontare storie.