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01
2017

Hubbers – Da Volontario Europeo a Mentor: La storia di Giorgio

Mettere a frutto una esperienza di Servizio Volontario Europeo e provare a vedere la sua ricaduta a livello locale: quello che si sta realizzando a VitaminaC, grazie alla presenza di Giorgio Turetta, è proprio questo. Così l’Hub sociale del lavoro condiviso diventa anche laboratorio di sperimentazione.

Giorgio ha passato un anno in Belgio in un posto il cui nome – Marche en Famenne – non dirà nulla ai più, ma che per lui è stato un banco di prova per capire cosa vuole dire vivere da solo, in un Paese straniero, arrivando senza conoscere la lingua e dovendo prestare servizio in una associazione che si occupa di disabilità. Tutte cose che Giorgio, studente universitario in Giurisprudenza domiciliato a Ispra, ovviamente non aveva mai fatto prima. Così la sua prima volta è diventata una sfida che ha vinto anche grazie a chi, in quel momento, gli ha fatto “da rete” e gli  è stato vicino.

“Oggi sono io – racconta seduto ai tavoli di VitaminaC – a fare lo stesso per chi arriva qui in Servizio Volontario Europeo: ci sono già tre ragazze e una quarta è arrivata ochi giorni fa dalla Lituania. Ho la possibilità di avere per loro il ruolo di mentor insieme a Francesca, reduce anche lei da una esperienza all’estero simile alla mia”.

Tutto ciò permette a Giorgio di portare a casa una borsa di studio mentre che sta continuando i suoi studi in Università a Milano, con l’idea di poter un domani lavorare nell’ambito della tutela dei diritti umani.“È un modo per garantirmi una piccola indipendenza economica dalla mia famiglia – racconta parlando di una esperienza che per lui è cominciata a ottobre – ma è molto più di questo perché vivo in un ambiente di lavoro dove ci si occupa di tematiche sociali”.

Giorgio sta anche mettendo a frutto una serie di competenze che ha maturato sul campo. “Il mio aiuto riguarda il disbrigo delle pratiche burocratiche – ci dice -, ma faccio anche da cicerone nella visita del territorio”. “Una volta al mese – prosegue – organizziamo gli Sve club: incontri in cui si propone un tema e lo si guarda dai singoli punti di vista che fino a questo momento ha significato mettere insieme Italia, Spagna, Belgio e Germania”. Poi c’è l’affiancamento nella compilazione dello Youth Pass, un documento che accompagna la vita di un volontario europeo registrandone tappe, progressi e difficoltà.

A tutto ciò si aggiungono le attività che Giorgio porta avanti anche nella promozione sul territorio dell’opportunità offerta dal Servizio Volontario Europeo: “Molti giovani non sanno di questa occasione – conclude – che può essere molto utile soprattutto come gap year. Un momento di pausa magari prima di cominciare l’Università, in cui riflettere sul futuro e capire meglio cosa si vuole fare da grandi, maturando un bagaglio di competenze unico e utilissimo per il proprio futuro”.

Autore: Paola Provenzano

Mi occupo di comunicazione e dello storytellling di ciò che accade dentro e attorno all’Hub. Sono giornalista professionista: per lavoro e per mia natura sono uno spirito critico e non ho mai smesso di studiare. Mi piace raccontare storie.