22
04
2020

Giornata mondiale del libro, anche nell’editoria c’è un gap di genere

Il 23 aprile, si celebra la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, istituita dall’Unesco nel 1996 per ricordare l’utilità dei libri e il contributo che gli autori possono offrire al progresso culturale e sociale. Quest’anno, per il perdurare delle limitazioni alla mobilità e alla socialità imposte per l’emergenza sanitaria in corso, non sarà possibile partecipare alle usuali iniziative organizzate per l’occasione, però la ricorrenza offre l’occasione di aggiungere un elemento di conoscenza per il nostro ideale Osservatorio di Genere avviato negli ultimi post (qui (Covid 19 e disparità di genere) e qui (stereotipi-obiettivo-zero-per-cento) ed esplorare la situazione delle donne nell’editoria.

 

DONNE & EDITORIA, L’ENNESIMO GAP DI GENERE

Quanti volumi della nostra biblioteca sono opera di donne? Probabilmente pochi, infatti già nel processo di scelta dei volumi da acquistare ci si rende subito conto di un certo gap di genere sia nei cataloghi che nella critica, gap confermato dai dati nazionali (solamente il 38,4 per cento degli autori che pubblicano narrativa per adulti sono donne, inoltre le scrittrici recensite sono il 24 per cento in meno degli scrittori). Un’analisi del settore dell’editoria mostra anche forti asimmetrie sia nella distribuzione dei ruoli che nell’assegnazione di riconoscimenti alle scrittrici, nonostante le donne raggiungano migliori risultati nell’istruzione e nella formazione e frequentino le librerie e le biblioteche con maggiore assiduità degli uomini. Scorrendo le percentuali relative alla lettura e alla frequentazione di luoghi deputati alla cultura (dati Istat), difatti, è il genere femminile a risultare maggiormente presente (rispettivamente nel 48,9 per cento e nel 17,2 per cento contro un equivalente maschile pari al 35,9 per cento e al 12,9 per cento). Le donne, tuttavia, sono spesso escluse dai ruoli strategici nell’editoria, infatti raggiungono livelli apicali solo il 22,3 per cento delle occupate contro il 77,7 per cento dei maschi (dati FGB). Questa situazione di squilibrio trova conferma anche rispetto ai riconoscimenti: il Premio Strega, uno dei premi letterari più importanti, in oltre 70 edizioni è stato attribuito solo 10 volte a scrittrici e nel corso del Salone internazionale del libro di Torino 2018 nelle sale a maggior capienza le donne presenti sono state pari solo al 28 per cento del totale.

COSA POSSIAMO FARE DI CONCRETO A RIGUARDO?

Sapendo tutto ciò, possiamo provare responsabilmente a sostenere la compressione del gap di genere ed a corroborare fattivamente un cambiamento culturale verso la definitiva parità di genere.

Un esempio? Nel caso specifico, possiamo intervenire sulle nostre abitudini di lettura e sostenere il genere meno rappresentato nel settore dell’editoria, ricordando che assicurare la pluralità in questo ambito non è un obiettivo speculativo, ma piuttosto uno strumento necessario da un lato per evitare che, altrimenti, resoconti e reportage importanti (sul gender pay gap o sulla segregazione occupazionale femminile) non vengano raccontati e diffusi e, d’altro lato, per fare in modo che tutte le informazioni rilevanti siano rese disponibili, arricchendo così il dibattito politico e culturale. Un ottimo modo per celebrare la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore potrebbe quindi ben essere diventare lettori attivi, che ricercano e rielaborano criticamente i contenuti, che non si fermano alla superficie delle informazioni e che sono esigenti di prodotti culturali di qualità e di tutti i “generi” (non solo intesi in senso letterario). Anche così gli obiettivi di progresso culturale e sociale perseguiti dall’Unesco e citati nell’incipit potrebbe essere perseguiti e raggiunti.

 

Autore: ELEONORA MAGLIA

PhD di Economics, attualmente svolge attività di ricerca per il Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi di Torino e collabora all’Osservatorio Nazionale sulle Politiche Sociali dell’Istituto di Ricerca Sociale di Milano. I risultati delle sue ricerche sono stati presentati in occasione di convegni accademici nazionali e pubblicati in riviste scientifiche e in volumi di ricerca collettanei.