27
05
2020

Donne sempre più determinate nello sport

Giugno è il mese della Giornata Nazionale dello Sport e anche dellOlimpic Day, due iniziative che -a livello nazionale e mondiale- sono volte a promuovere la pratica sportiva ed a valorizzare la funzione educativa e sociale dello sport, come fattore di crescita e arricchimento dell’individuo; di prevenzione della salute; di miglioramento della qualità di vita e di responsabilizzazione e rafforzamento della società civile.

Quest’anno, dopo il protrarsi delle limitazioni alla mobilità e alla socialità a causa dell’emergenza sanitaria per Covid-19, l’importanza del moto e dell’attività dinamica promossa dalle due celebrazioni citate è ancor più attuale e ne cogliamo l’occasione per approfondire il binomio Donne&Sport per l’Osservatorio di genere a VitaminaC.

Cosa si può dire a riguardo?

I dati statistici, la letteratura scientifica sul tema e le biografie delle atlete mostrano che i risalenti problemi socio-culturali (come il gender pay gap e il glass ceiling ma anche il work-life balance) sono ostativi alla pratica costante. Le sportive, infatti, guadagnano in media il 30% in meno dei colleghi e vi è anche una scarsa rappresentatività femminile ai vertici delle organizzazioni sportive (pari solo al 6% nelle federazioni internazionali e al 3% negli organi dirigenziali).

Se già nel 1979 la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha posto l’accento sulla necessità di assicurare l’equità di genere nello sport e il diritto di allenarsi, tuttora la possibilità di competere ed essere remunerate per la pratica agonistica sembra insomma ancora un “podio” da conquistare, perché la persistente distinzione dei ruoli nella società e nel mondo del lavoro si riverbera anche nello sport.

Nonostante ciò, i dati Istat (2015) mostrano che la sportivizzazione femminile è un fenomeno in crescita costante (+4,1% contro un aumento del 2,8% tra gli uomini) e che sono le donne a comprendere meglio il legame tra sport e salute e a svolgere intenzionalmente sedute di allenamenti.

Con le serie di vittorie olimpiche risultanti dall’analisi dei medaglieri che presentano curve crescenti in modo costante per le atlete (e, invece, andamenti irregolari per gli atleti) vale quindi la pena di continuare a “competere” perché i “traguardi” di parità e realizzazione sportiva potrebbero essere più prossimi di quanto sembrino e gli “ostacoli” lungo questo percorso risultano di fatto superabilissimi con disciplina e convinzione.

Autore: ELEONORA MAGLIA

PhD di Economics, attualmente svolge attività di ricerca per il Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi di Torino e collabora all’Osservatorio Nazionale sulle Politiche Sociali dell’Istituto di Ricerca Sociale di Milano. I risultati delle sue ricerche sono stati presentati in occasione di convegni accademici nazionali e pubblicati in riviste scientifiche e in volumi di ricerca collettanei.