02
08
2017
Antonella Rossini, hubber di VitaminaC, ha preso in gestione il bar del Parco Berrini di Ternate (Varese) chiamandolo Feel Rouge Cafè. Con lei si è attivata tutta la community del coworking sociale di Varese.

ANTONELLA: DA VITAMINA C AL FEEL ROUGE CAFE’, CON IL SOSTEGNO DELLA COMMUNITY

C’è un filo rosso che lega VitaminaC al parco di Ternate: a reggerlo è Antonella Rossini che da hubber ha messo mano al bando del suo Comune per l’assegnazione del bar all’interno del parco e ci ha portato dentro un po’ del nostro spazio di coworking…

Antonella ha molto da fare quest’estate: fra colazioni, aperitivi e programmazione della stagione non sembra avere un minuto da perdere. La sua vita ha avuto una svolta e una accelerazione da quando ha preso in mano la gestione del bar che si affaccia sul parco di Ternate, Comune rivierasco del lago di Comabbio. Fin qui, non ci sarebbe nulla di eccezionale: ma è la via che ha portato a tutto questo a rendere speciale la sua storia e a farne un paradigma di come funziona uno spazio di lavoro condiviso quando prende corpo  una vera community.

Dall’idea al progetto

Antonella è arrivata lo scorso autunno a VitaminaC, hub sociale del lavoro condiviso, dopo aver lasciato il lavoro in seguito alla nascita della sua bambina e dopo aver scelto di voler mettere in piedi un progetto tutto suo. Allora il progetto era Fattore H, portale per il tempo libero delle persone con disabilità. “Poi – racconta Antonella – mi sono imbattuta nel bando per l’assegnazione della gestione del bar al parco Berrini di Ternate: in realtà l’idea di mettermi alla prova in questo contesto per me non era nuova”. E così Antonella, seduta ai tavoli di VitaminaC, durante l’inverno ha cominciato a mettere nero su bianco le sue proposte e a riempire fogli. “Già in quel momento – ricorda – ho scambiato opinioni ed idee con altri hubbers, per avere un confronto”.

A marzo l’esito della gara ha detto sì ad Antonella e da allora tutto ha avuto una accelerazione: “sono partita con l’apertura di un chiosco appena dopo Pasqua – dice Antonella – mentre ancora qui erano in corso i lavori per dare al locale l’aspetto che ha ora, di luogo aperto al verde che ci circonda”. Quello che prendeva forma era il Fil Rouge cafè, dentro il quale stava entrando un pezzo del mondo che durante l’inverno era seduto a fianco di Antonella a VitaminaC.

La community ha funzionato

“Una idea da sempre era stata quella di offrire cibi ottenuti il più possibile da prodotti genuini e delle zona: in questo una fonte inesauribile di informazioni è stato Marco Fazio, hubber come me e gradissimo conoscitore delle realtà locali e dei prodotti a chilometro zero”. Poi Antonella ha avuto bisogno di una mano per la grafica e la comunicazione. “Dopo aver provato con scarso risultato a lavorare con una agenzia – racconta Antonella – ho provato a rivolgermi a Chiara Vanini, altra hubber di VitaminaC: con lei sono entrata subito in sintonia”.  E laddove non si arriva con i legami diretti, si arriva per caso. “Gli arredi? Li ha studiati Silvana Barbato – architetto che ho conosciuto vedendo on line alcuni lavori e che poi ho scoperto essere passata a VitaminaC per la collaborazione con la Varese design week. E poi a fianco di Antonella c’è sempre stata Elena Vitali, comunicatrice e anche lei hubber, che ha portato per la prima volta Antonella a VitaminaC  dopo averla conosciuta tra le mamme della scuola materna frequentata dalle loro bimbe. “Elena  è bravissima con facebook, sempre pronta a scattare foto e dare idee” dice Antonella.

Benessere e reciprocità

Ma il Fil Rouge Cafè si porta dietro anche tutta la sensibilità verso i temi del benessere che sono propri di VitaminaC.

Li porta nel suo Dna fatto di arredi semplici, di piatti che guardano alla salute di sportivi e non, ma anche di iniziative culturali che vogliono offrire ai piccoli occasioni intelligenti di svago e ai grandi proposte non scontate. “Stiamo organizzando un aperitivo romano – racconta Antonella – in cui gusteremo piatti che anche gli antichi romani mangiavano ed avremo con noi una archeologa che ci racconterà alcune cose interessanti”. E poi ancora c’è l’apertura di uno spazio di coworking, per chi cerca relax ma deve anche lavorare; c’è la collaborazione con le biblioteche della zona e con l’amministrazione comunale e le attività di collaborazione con le associazioni del territorio: “Ovviamente abbiamo lavorato nel segno della reciprocità”: così ci spiega Antonella chiudendo il cerchio su VitaminaC dove i membri della community hanno scelto proprio questa modalità per starci dentro.

 

Autore: Paola Provenzano

Mi occupo di comunicazione e dello storytellling di ciò che accade dentro e attorno all’Hub. Sono giornalista professionista: per lavoro e per mia natura sono uno spirito critico e non ho mai smesso di studiare. Mi piace raccontare storie.