20
04
2017
VitaminaC e l'economia civile hanno molto in comune, ecco perchè:

A Varese si va a scuola di Economia Civile

A Varese, a maggio, si accendono i riflettori sull’Economia Civile con un corso che prevede una serie di intensi fine settimana che si snodano fino a ottobre e mettono al centro diversi aspetti che vanno dalle caratteristiche dell’imprenditore sociale ai collegamenti con il territorio fino al benessere e all’innovazione di mercato.

Il cappello dell’iniziativa è quello di una serie di soggetti diversi che va dalle Acli alla Cdo Insubria, passando da Cisl dei laghi, Confcooperative, Fondazione La Sorgente e Movimento dei Focolari. La regia degli incontri invece è della nota Scuola di Economia Civile (Sec) che raccoglie studiosi, esperti di impresa, operatori economici ed istituzioni.

In Italia l’economista Stefano Zamagni è stato tra i primi a riscoprire il valore e la modernità di una teoria economica che affonda le sue radici nel pensiero settecentesco dell’economista napoletano Antonio Genovesi. Ma non si può dimenticare anche l’apporto di uno studioso come Luigino Bruni, solo per citare un altro nome.

In tutti i casi il presupposto da cui si parte è che l’attività economica ha bisogno di virtù civili, di tendere al bene comune più che alla ricerca di soddisfazioni individuali.

 

Dalla teoria alla prassi…

Nel nostro piccolo noi, a VitaminaC, su questo terreno proviamo a giocarci un ruolo. Perché siamo in quella terra dell’economia dove si masticano più spesso parole come reciprocità, benessere, bene comune. Perché dentro all’economia civile sta, appunto, la reciprocità che noi abbiamo scelto come moneta di scambio con i nostri Hubbers: qui non si paga per l’utilizzo degli spazi, ma si offre in cambio una propria competenza. A novembre abbiamo ospitato Flaviano Zandonai per parlare di impresa ibrida e per scavare in quella trasformazione che sta rendendo labile il confine fra profit e non profit. I beni comuni poi sono al centro di un tavolo apposito che abbiamo avviato con istituzioni ed associazioni.

In questo cammino – per ora breve – ci siamo accorti di non essere soli: chi frequenta i nostri spazi ha una visione simile alla nostra. Ci sono liberi professionisti, ma anche ragazzi giovani che hanno in mente un modo di lavorare che sorpassa gli schemi classici e guarda al valore del benessere e delle relazioni. Tutto ciò presuppone comunque basi solide e nessuna ingenuità e approfondire la teoria è, in questo senso, un ottimo punto di partenza.

Autore: Paola Provenzano

Mi occupo di comunicazione e dello storytellling di ciò che accade dentro e attorno all’Hub. Sono giornalista professionista: per lavoro e per mia natura sono uno spirito critico e non ho mai smesso di studiare. Mi piace raccontare storie.